LIGURIA OUTDOOR – BORGHI DI MARE

 

A come ALBENGA – Ambito territoriale: RIVIERA DELLE PALME

Uno dei più interessanti centri storici della Liguria occidentale, conobbe il massimo splendore durante l’Impero Romano e il Medioevo. Purtroppo 400 anni di romanizzazione sono andati persi dalle piene del Centa e dall’uomo che, a partire dal Mille, utilizzò elementi romani per costruzioni architettoniche successive. E’ inalterato invece l’aspetto medievale, con la selva di torri rosseggianti dove spicca quella Comunale, quella di Malasemenza e il campanile della Cattedrale. Quest’ultima, rialzata e restaurata più volte, conserva le strutture del sec. XI-XIII; il Battistero adiacente è invece della prima metà del sec. V e rappresenta il principale monumento ligure del primo Cristianesimo. Merita una visita anche il Museo Ingauno, ospitato nel palazzo Vecchio, e il Museo Navale Romano, ambientato negli splendidi saloni affrescati di palazzo Peloso-Cepolla, dove sono radunate centinaia di anfore romane recuperate dai resti di una nave oneraria affondata 2000 anni fa nel mare antistante Albenga.

© Enrico Bottino

TREKKING IN LIGURIA

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A come ALASSIO – Ambito territoriale: RIVIERA DELLE PALME

Dopo Capo S. Croce vi è un tratto di litorale che presenta condizioni climatiche favorevoli e notevoli attrattive turistiche. Il suo centro più rinomato è Alassio, che già dalla metà del sec. XIX cominciò ad affermarsi come importante stazione turistica e balneare, scoperta soprattutto dagli inglesi che la frequentavano non solo d’estate ma anche d’inverno grazie alla mitezza del suo clima e all’ottima ricettività alberghiera. Lungo la bella passeggiata mare è preservato un nucleo di tipiche case liguri adagiate vicino alla splendida spiaggia sabbiosa, che è l’orgoglio della cittadina, sempre in positiva evoluzione. Da non perdere il panorama che si gode dall’alto della chiesetta di Santa Croce, eretta nel sec.XI dai benedettini della Gallinara come cappella-ospizio per i viandanti.

© Enrico Bottino


ITINERARI IN ZONA


ITINERARI IN ZONA

+ 100 metri

1.30 h

+ 100 metri

1.30 h

A come ALBISSOLA - Ambito territoriale: VARAZZINO E SAVONESE

Per apprezzare appieno la realtà di Albissola Marina bisogna cominciare a passeggiare da dove ha inizio il paese, dal lungomare; ma la vera essenza di Albissola la troviamo per le vie della graziosa cittadina e soprattutto nelle vetrine dei rinomati negozi di ceramica, un’arte risalente a tempi antichissimi che gli artigiani conoscono molto bene. Le ceramiche di Albissola si distinguono per la ricerca della forma, per l’eleganza dei disegni dipinti a mano e per le tonalità degli smalti. Allontanandoci dal mare, possiamo andare a visitare la bellissima Villa Gavotti del 1700, ricca di statue e fontane che si specchiano nelle acque dello splendido giardino. Siamo ad Albissola Superiore, antico paese che conserva resti di edifici romani. Risalendo la tortuosa valle del Riobasso possiamo alfine riposarci e contemplare il paesaggio all’ombra del vecchi castello di Stella.

© Enrico Bottino

A come ARENZANO – Ambito territoriale: VARAZZINO E SAVONESE

La nascita di questa cittadina costiera viene fatta risalire al Medioevo, seppure un piccolo insediamento dei Liguri Viturii doveva già esistere in età preromana, come anche una mansio romana sorta lungo la via Aemilia Scauri e tracciata sulla Tavola Peutingeriana. Ma è solo a partire dall’anno Mille che sorgono i primi veri nuclei abitativi come Brughetto, Marina, Creusa e Inastré, man mano accorpati in un unico paese, in conseguenza all’aumento dell’attività economica, legata soprattutto alla cantieristica navale.

Dalla vicina Repubblica Marinara di Genova erano infatti molto richiesti i maestri d’ascia e i calafati dalle provate capacità, in “concorrenza” con i vicini varazzini. Sempre alla Superba si deve l’iniziazione di Arenzano alla vocazione turistica: infatti nel Seicento la nobiltà genovese scelse questo ridente tratto di riviera per farvi costruire ville e residenze estive, oggi puntualmente visitate dai turisti, che approfittano della mitezza del clima per approdarvi anche d’inverno. Apprezzate sono sicuramente Villa Lomellini-Imperiale-Lercari, villa Figoli e, soprattutto, la neogotica villa Pallavicini o Negrotto Cambiaso, avviluppata da un bellissimo parco, impreziosito da laghetti, giochi d’acqua e piante secolari.

A partire dal primo dopoguerra, con l’inaugurazione dello storico Gran Hotel, la vocazione turistica è andata man mano crescendo, grazie anche alla mitezza del clima e alla spiaggia lambita dalla passeggiata a palmizi, dove si affacciano piacevoli locali serali. Tra i monumenti che offrono un certo interesse segnaliamo la chiesa di N.S. delle Olivette, protettrice dei marinai, e la parrocchiale dei Santi Nazario e Celso, i primi religiosi ad aver diffuso il cristianesimo in Liguria. Nella chiesa sono riposti i Cristi portati in processione il 28 luglio dalle Confraternite per la festa patronale, che termina in serata con un fantastico spettacolo pirotecnico. Il santuario del Bambino di Praga, unica basilica al mondo dedicata a Gesù Bambino, rappresenta un altro motivo d’interesse per i visitatori, soprattutto sotto le feste natalizie quando al suo interno e esposto un presepe sempre più bello di anno in anno. Da non perdere la marcia internazionale “Mare e Monti”, a settembre.

© Enrico Bottino


ITINERARI IN ZONA

+ 1000 metri

8.00 h

B come BONASSOLA – Ambito territoriale: RIVIERA DI LEVANTE

Bonassola è una rinomata località balneare, scelta da moltissimi turisti per la bella spiaggia sabbiosa. Come in molte località della riviera ligure, non manca la presenza del castello che doveva vegliare sulla sicurezza dell’abitato: quello bonassolese è a pianta quadrangolare con due torri circolari. Il legame fra Bonassola e il mare è testimoniato anche dalla presenza nella parrocchiale di Santa Caterina di alcuni interessanti ex-voto, dovuti alla devozione di navigatori dell’ottocento.

A fianco a questi simboli della devozione popolare si trovano anche due pregevoli tele: una “Natività” del Carlone e un “San Francesco” dovuto al pennello di Bernardo Strozzi. Di grande interesse anche i due organi: un Lingiardi del 1854 ed un portativo del XVIII secolo con cassa in legno decorata. La visita di Bonassola si può completare con la passeggiata fino alla cappelletta della Madonna della Punta, sul promontorio occidentale che chiude l’insenatura, e dalla quale particolarmente suggestivo è lo spettacolo del sole che tramonta.

© Enrico Bottino


ITINERARI IN ZONA

+ 300 metri

2.00 h

B come BORGIO VEREZZI – Ambito territoriale: FINALESE

A Borgio vi é uno stupendo monumento della natura: la grotta di Valdemino. Nella collina soprastante, riarsa dal sole, sorgono invece Piazza, Poggio, Roccaro e Crosa, le quattro frazioni di Verezzi che con le loro architetture saracene, gli antichi lavatoi e i sedili in pietra, sono più che meritevoli di una scoperta “lenta”. Cosa dire poi della scenografica piazza di Sant Agostino, dove tutti gli anni si svolge il festival estivo all’aperto d’importanza internazionale, evento coronato dalla consegna del “Premio Veretium” al migliore attore.

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ITINERARI IN ZONA

+ 260 metri

3.30 h

B come BUSSANA – Ambito territoriale: RIVIERA DEI FIORI

E’ il mercoledì delle Ceneri del 1887 quando la messa viene interrotta da una scossa sismica e dall’urlo dell’allora don Lombardi “riparatevi sotto alle arcate”. Da allora sono rimasti solo i ruderi della chiesa ma il paese, raso al suolo dai capricci della natura, non è caduto in abbandono. I colori della Riviera e dei monti vicini hanno ispirato la creatività di artisti stranieri e italiani che tra le pietre dell’antico borgo medioevale, hanno aperto botteghe d’arte e di artigianato. Ora l’abitato e le sue case, anche se non più illuminato a lume di candela, emanano un fascino particolare. Sta a voi scoprirlo!

© Enrico Bottino


ITINERARI IN ZONA

+ 200 metri

3.00 h

C come CAMPOROSSO – Ambito territoriale: RIVIERA DEI FIORI

Il primo comune della val Nervia, di antica origine romana, è sito sulle rive del fiume omonimo. Camporosso è tagliata da una via principale che sale alla bella piazza Garibaldi, sviluppata in senso longitudinale, cinta lateralmente dai portici e chiusa in fondo dall’oratorio barocco del Suffragio o della Confraternita dei Neri. Il monumento principale è quello sacro della parrocchiale di San Marco che, al suo interno, custodisce tre tavole dipinte su legno databili tra il 1436 ed il 1553. Nell’ambito culinario si segnalano i barbagiuai, ravioli di zucca fritti, mentre tra le tradizioni è da non perdere quella del 20 gennaio quando si celebra il patrono San Sebastiano, portato in processione dentro ad una cassa insieme ad un grande albero d’alloro con appese le ostie colorate che verranno distribuite agli abitanti una volta riportato in chiesa dalle confraternite.

© Enrico Bottino

C come CERVO – Ambito territoriale: RIVIERA DEI FIORI

La posizione su uno sperone a dominare il mare sottostante, il nucleo compatto delle case fra le quali domina la superba chiesa dedicata a San Giovanni Battista: l’impatto di Cervo sul visitatore è sempre in grado di incantare e stupire. Addentrandosi poi nelle strade del borgo, dove dominano le classiche architetture liguri, vagabondando fra stretti “carruggi”, sempre pronti a cogliere la bellezza di un portale in pietra o di qualche altro particolare, questa sensazioni non verranno certo meno. Grande ammirazione suscita anche la chiesa di San Giovanni Battista dalla scenografica facciata concava che, per la sua imponenza, si può distinguere anche da un ampio tratto della Riviera. Il progetto è dovuto all’architetto Giovanni Battista Marvaldi che diede inizio ai lavori nel 1686 e potè contare sull’apporto finanziario di quanti si dedicavano alla pesca del corallo - attività fiorente a Cervo - che vollero che la chiesa fosse da subito la “loro” chiesa. All’interno si trovano preziosi altari e cori settecenteschi, oltre al crocefisso dovuto a uno dei maestri della scultura in legno, il genovese Maragliano.

Nel castello cittadino ha sede il “Museo etnografico del Ponente ligure”, con una ricca collezione di oggetti, adoperati quotidianamente nella zona alla fine del secolo scorso e agli inizi del Novecento. L’attenzione del visitatore sarà catturata da una serie di testimonianze su attività inerenti l’ambito domestico, il mondo del mare e quello della campagna.

© Enrico Bottino

C come CORNIGLIA - Ambito territoriale: CINQUE TERRE

Neanche a dirsi di origini romane, il nome Cornelia si scopre sulle anfore vinarie scoperte negli scavi di Pompei. Sarà la vicinanza dei vigneti, saranno i tanti, tantissimi scalini che conducono giù all’arenile, ma sicuramente Corniglia ha un legame meno stretto col mare rispetto alle altre “quattro” delle Cinque Terre. La struttura del borgo risponde più a quella dei paesi dell’entroterra che non a quella di Vernazza o Manarola. Qui le case sono basse, nei caruggi e nelle piazzette il sole fatica a scaldare l'acciottolato perché il verde delle piante glielo impedisce. Qui é ancora in piedi il più antico muro sacro delle Cinque Terre, seppure incorporato al fianco sinistro della chiesa parrocchiale del 1330, dedicata a San Pietro. Si può ammirare la trecentesca facciata gotico-ligure alleggerita da uno stupendo rosone e da un portale altrettanto bello. Due elementi decorativi notevoli dal punto di vista compositivo nei quali si riconosce la finezza dell’intaglio attribuibili a Matteo e Pietro da Campillo; gli stessi che hanno regalato il loro genio artistico ai rosoni della chiesa di San Pietro di Monterosso e di San Lorenzo a Manarola. Il portale in marmo bianco ha nel vano una lunetta con una effigie di San Pietro al cui fianco sono due figure inginocchiate, anch'esse in marmo. Sotto al paese si trova la spiaggia di Guvano, forse la più bella di questo tratto di mare, e lo Spiaggione dove é stata ricavata la zona balneare.

© Enrico Bottino


ITINERARI IN ZONA

+ 500 metri

3.30 h

+ 300 metri

3.00 h

+ 250 metri

3.30 h

D come DIANO MARINA– Ambito territoriale: RIVIERA DEI FIORI

E’ difficile oggi distinguere San Bartolomeo da Diano Marina: ormai i due centri sono diventati un unico abitato, anche a causa delle molte case sorte sulla spinta del successo turistico della zona. Tuttavia San Bartolomeo, un tempo dipendente dalla pedometri di Cervo, vanta due costruzioni di valore storico, che possono essere elette a simbolo del paese.

Una è il santuario della Madonna della Rovere, l’altra la parrocchiale, dedicata naturalmente a San Bartolomeo. Il santuario della Madonna della Rovere si trova alla confluenza delle valli del Diano e del Cervo. La costruzione cristiana sorse probabilmente su un’area sacra già in epoca pagana. L’attuale edificio risale al XIV secolo, per poi essere modificato nelle odierne forme neoclassiche. La parrocchiale di San Bartolomeo è stata eretta nel Duecento, ma le strutture originarie sono scomparse dopo il rifacimento successivo al terremoto del 1887.

© Enrico Bottino

F come FINALE LIGURE – Ambito territoriale: FINALESE

Tre sono i nuclei che compongono Finale Ligure: Finalborgo, Finalmarina e Finalpia. Fianalborgo, con le sue piccole piazze e le tranquille strade lastricate merita una visita attenta. Un posto d’onore va riservato alla collegiata di S.Biagio, sorta nel 1261 e rifatta nel XVII secolo.

Questa trasformazione è testimoniata dalla convivenza fra la facciata in pietra grezza, il superbo campanile ottagonale in stile tardogotico, e il grandioso interno a tre navate tutto decorato con stucchi in oro zecchino. Altra costruzione caratteristica di Finalborgo, oltre ai numerosi palazzi, è Castel Gavone, la fortezza che i Del Carretto, signori di Finale, eressero a protezione del Borgo.

Finalmarina possiede un elegante lungomare, con palme e giardini, che può essere considerato tra i più belli dell’intera riviera ligure. Tra i monumenti vanno ricordati l’arco di Margherita di Spagna, che spicca in piazza Vittorio Emanuele II, testimonianza in pietra del passaggio, nel 1666, dell’Infanta di Spagna diretta a Vienna per sposarsi con Leopoldo I. La basilica di San Giovanni Battista è considerata uno dei maggiori capolavori del barocco ligure. L’antica pieve del Finale, corrispondente oggi alla chiesa dei Cappuccini, conserva resti molto antichi quali tombe, pilastri e un fonte battesimale. Finalpia deve il suo nome probabilmente all’antica denominazione del torrente Sciusa, alla cui foce si insediarono i primi abitanti, che era chiamata Picis o Pica. A Finalpia incontriamo il santuario di Nostra Signora di Pia, meta di numerosi pellegrinaggi. A fianco al santuario si incontra la grande abbazia dei Benedettini Olivetani, insediati qui sul finire del XV secolo per volontà di Biagio del Carretto.

© Enrico Bottino


ITINERARI IN ZONA

+ 000 metri

0.00 h

+ 280 metri

2.30 h

+ 380 metri

3.30 h

+ 350 metri

5.00 h

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