camminare OUTDOOR PARCO DELL’AVETO TREKKING  MONTE PENNA

liguria,  PROVINCIA DI GENOVA VALLE STURLA APPENNINO LIGURE ESCURSIONISMO

 

PROVINCIA: GENOVA

AMBITO TERRITORIALE: VALLE AVETO

LOCALITA’ DI PARTENZA: Casa Forestale del Penna (1390 m)

LOCALITA’ DI ARRIVO: Casa Forestale del Penna (1390 m)

SEGNAVIA: A5, Segnavia FIE croce gialla, quadrato giallo, triangolo giallo.

La forma acuta e prominente del monte Penna emerge dalla foresta demaniale: in primavera-estate sono le fioriture del giglio di S Giovanni, l’anemone alpino, il bucaneve, il mughetto e la viola di Cavillier a catturare la curiosità del trekker. I più fortunati potranno assistere al volo dell’aquila reale, rapace che predilige le pareti rocciose inaccessibili per nidificare e habitat ricchi di boschi per cacciare.


Descrizione

Dalla Casa Forestale del Penna (1392 m), si segue il segnavia triangolo giallo che, immergendosi nella fitta faggeta, conduce alla Forcella (1650 m) del monte del mitico dio Pen. Prima ancora, dopo appena 10 minuti di cammino suggeriamo la breve deviazione a destra (5 minuti), verso il laghetto del Penna; si risale il ruscello per giungere al caratteristico stagno che nel periodo estivo assomiglia più ad una torbiera che a un vero laghetto, reso affascinante dalla sagoma rocciosa del Penna che lo sopravanza. Seguendone le rive ci s’inoltra nuovamente in discesa nella faggeta fino a ricongiungerci al sentiero che sale alla Forcella.


Per ricevere gratuitamente la descrizione completa del percorso scrivi a enrico.bottino@libero.it specificando il nome dell’itinerario. è possibile richiederne 3 al mese.


Si sopravanza il Pennino (1678 m), che si mostra in tutta la sua severità. Il versante orientale richiede attenzione poiché l’ascensione alla vetta prosegue su roccia, seppure con modesti passaggi di 2° grado che, peraltro, nei punti esposti sono attrezzati con cavo metallico (suggeriamo in questo caso l’uso di un cordino legato in vita o, ancora meglio, dell’imbracatura).

Quando si scorge la cappelletta-rifugio che indica il culmine altimetrico dell’itinerario, la via diventa emozionante, perlomeno fino al termine della cengietta (cavo metallico). Questo percorso è sconsigliabile nel periodo invernale con il terreno coperto di neve o ghiaccio; l’ascesa diventa infatti proibitiva per i semplici escursionisti non adeguatamente attrezzati di ramponi, piccozza e corda.

Dalla statua della Madonna il panorama è superlativo, con la vista che spazia dal monte Rosa alle Alpi Marittime, dalle Apuane alla monte Cinto, il più alto rilievo della Corsica.

La discesa dal versante sud-est, semplice e rilassante, è tracciata dal segnavia croce gialla che si immerge nella stupenda faggeta fino al passo dell’Incisa (1463 m), antico valico dove converge l’Alta Via dei Monti Liguri. Dalla sella posta tra il monte Cantomoro e il Penna, si segue la strada forestale (segnavia A5) in leggera discesa verso la casa forestale del Penna.


Testo e Foto © Enrico Bottino

trekking Monte Penna

Copyright 2010 © Creatività Enrico Bottino - Tutti i diritti riservati - All rights reserved


FOTO
ITINERARIO
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DIFFICOLTÀ:  E

DISLIVELLO: + - 350 metri

TEMPO DI PERCORRENZA:  3 ore

PERIODO CONSIGLIATO:  primavera/estate/autunno

CARTOGRAFIA: Edizioni del Magistero GE 15 - 1:25.000

Escursione Monte Penna

TREKKING IN LIGURIA

COME ARRIVARE 

A12 Genova-Livorno, uscita Lavagna, si prende a sinistra verso la SS. 586 della val d’Aveto, collegata con la SS.45 Genova-Piacenza e la SS. 225 della val Fontanabuona. Per raggiungere la Casa Forestale del Penna si risale la SS. 586. Presso Gramizza si prende a destra verso Casa Forestale del Monte Penna (1392 m); dal rifugio si prende la diramazione sterrata sale al Passo dell’Incisa. Dalla Val Nure o dalla Val Ceno si raggiunge il Passo del Tomarlo, nei pressi del quale si prende la diramazione diretta verso sud, che conduce al Passo del Chiodo, dove si gira a destra per la Casa Forestale del Monte Penna.


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MONTI 
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IN VETRINA: ALBERI MONUMENTALI

Nel comprensorio del Parco dell’Aveto si trovano numerosi “Alberi monumentali”, così classificati in base alla L.R. 4/1999, che prevede la tutela e la valorizzazione di questi monumenti vegetali. Gli esemplari dalla vita plurisecolare che si possono ammirare nella valle sono: il Cipresso di Borzone e il Castagno del Poggio (Comune di Borzonasca), la Roverella di Gòsita (Ne) e la Sequoia gigante di Allegrezze (S. Stefano d’Aveto). Esistono altri “Grandi Alberi” sparsi nel territorio del Parco e tra questi si possono citare l’Elefante, un grosso castagno nei pressi di Zanoni, le Colonne d’Ercole e il Re della Foresta, giganteschi faggi visibili nella Foresta delle Lame. Questi nomi, ispirati dalla fantasia popolare, ben descrivono l’aspetto caratteristico e imponente di queste piante.