camminare PARCO DELL’AVETO TREKKING  VALLE STURLA VENTAROLA

Liguria,  PROVINCIA DI GENOVA ALTA VIA DEI MONTI LIGURI RAMACETO

 
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Il Monte Ramaceto grazie a potenti strati d’arenaria uniformemente inclinati, ha una struttura geomorfologica molto simile a quella del Monte Zatta. Il versante nord è avvolto dalla splendida faggeta del Liciorno, mentre il lato marittimo precipita sulla Val Cichero con un pendio ripidissimo che forma uno spettacolare anfiteatro.

I Monti Ramaceto e Zatta, dalla caratteristica forma ad anfiteatro, sono invece formati da rocce più recenti, di origine sedimentaria, quali arenarie e argilliti.


Descrizione

Ventarola è un antico nucleo rurale dove anticamente sostavano le carovane di muli, carichi di merci, che valicavano lo spartiacque; una delle case del XVIII secolo, dove campeggia un portale in pietra, è stata recuperata dall’Ente parco per crearvi un rifugio.


Per ricevere gratuitamente la descrizione completa del percorso scrivi a enrico.bottino@libero.it specificando il nome dell’itinerario. E’ possibile richiederne 3 al mese.



Una volta attraversato il paese, si giunge ad un guado dove si lascia sulla destra un sentiero (due quadrati gialli pieni) che risalendo il corso del rio Ventarola accompagna l’escursionista ai Casoni d’Arena. Incamminandosi lungo la strada diretta a sud (A6/triangolo giallo), si rasentano coltivi e prati a sfalcio, dove talvolta all’albeggiare si possono scorgere pernici rosse, fino ad oltrepassare grazie ad una passerella di legno, il rio Liciorno (0,20 h). Si attraversa un’amena valle finché prima di guadare nuovamente il rivo (0,35 h), sulla sinistra si allontana la pista diretta al Passo della Crocetta (prestare attenzione: tratto poco segnalato). Questa variante conduce in breve (0,20 h’) sul tracciato più panoramico diretto al M. Ramaceto: quello dell’Alta Via dei Monti Liguri (vedi Variante). Al crocevia, proseguendo a destra, si scavalca il greto del torrente per poi risalire gradatamente, ma costantemente, nella faggeta del Liciorno, di notevole interesse naturalistico; occasionalmente s’incontrano abeti rossi da rimboschimento. L’itinerario guadagna quota nella penombra del bosco, superando più volte il torrente, finché dalla strada forestale si stacca un sentiero che scende a destra (poco evidente, prestare attenzione). Guadando più ruscelli, il cuore palpita alla vista della splendida policromia autunnale degli alberi del Liciorno, ma anche al pensiero dei riti pagani dell’acqua e del fuoco – propiziatori della buona stagione – praticati nell’antichità dai Velleiati, L’escursionista guadagna la luce del sole una volta sbucato a Bocca di Feia (1131 m; 0,45 h), sul crinale a cavallo delle valli Fontanabuona e Aveto. Il sentiero A6/triangolo giallo converge sull’Alta Via dei Monti Liguri: si guadagna rapidamente quota salendo a sinistra, al confine tra la faggeta e il bordo rupestre, verso la cima Sud-Ovest del M. Ramaceto – conosciuta anche come M. Dente – dove è accolta una cappelletta del CAI (1320 m; 0,20 h), provvidenziale rifugio in caso di pioggia. Qui la vista è stupenda, a 360 gradi: nelle giornate limpide spazia dalla Corsica, a sud, all’arco delle Alpi a nord, fino alle vicine cime del tratto appenninico: il M. Caucaso e il M. Fasce a ponente, l’Aiona, il M. Maggiorasca e il M. Zatta a levante. Non di rado la cappelletta è erroneamente considerata la sommità del M. Ramaceto: in verità la vetta topografica (1.345 m) si trova più a levante, a mezz’ora di cammino,   al centro della lunga cresta sommitale, nascosta dal bosco, tanto dal passare inosservata. Dalla cappelletta si osservano i pascoli, ormai abbandonati, della sottostante Val Cichero, sulla quale precipitano gli strati arenacei che plasmano il possente bastione meridionale del Ramaceto, il monte dalla singolare forma ad anfiteatro, il più alto dello spartiacque appenninico tra il Passo della Scoffera e il Passo della Forcella. Tornando sui propri passi si scende in ambiente prativo e ventoso e, trascurando Bocca di Feia e il sentiero (X rossa) che scende a Pianezza, si procede sotto a maestosi faggi. L’Alta Via corre lungo la cresta o a ridosso della stessa, fino al Passo Ventarola Sud (1107 m; 0,30 h), importante punto di transito negli spostamenti stagionali dalla costa alla Val Fontanbuona, dalla Val d’Aveto alla Pianura Padana. A sinistra una mulattiera (linea rossa) scende ad Orero e Lorsica; là si trascura proseguendo lungo l’Alta Via, quasi in piano, alternando il lato settentrionale, più umido, con una vegetazione arbustiva, tipicamente montana, al versante marittimo, spoglio, invaso dalla felce aquilina e da specie mediterranee come la ginestra e il pino. Giunti al Passo Ventarola Nord (1050 m, 0,30 h’), nodo viario secondario, si dipanano tre sentieri: l’AV prosegue diritta verso il Passo della Scoglina, a sinistra si scende a Lorsica, in Val Fontanabuona, a destra (A6) si chiude l’itinerario ad anello fin qui descritto. Inizialmente si scende agevolmente nella penombra del bosco misto, fino a giungere alle sorgenti del rio Ventarola; si costeggia e si guada più volte il corso d’acqua, attraversando una vallecola umida e ombrosa, fino ad un bivio (0,40 h), presso loc. Cian del Melo. Si trascura il sentiero (due cerchi gialli vuoti)   che si stacca sulla sinistra e che costeggiando il Fossato del Monte Arena sale ai Casoni d’Arena e alla sella nord del M. Roncazi (Alta Via dei Monti Liguri); si prosegue quindi a destra (A6/due quadrati gialli pieni) lungo una strada che costeggia il Ventarola, nelle quali acque stanno trote fario, vaironi e il raro gambero di fiume. Guadato più volte il ruscello, si imbocca una strada in terra battuta che giunge a Ventarola (0,35 h).

Variante: dal crocevia si sale a Passo della Crocetta (923 m) per proseguire a ponente lungo una sterrata che s’innalza ripida sullo spartiacque tirreno-padano (tappa n.31 dell’Alta Via dei Monti Liguri); presso un acquedotto segue a sinistra una mulattiera che percorre il crinale. Una volta giunti sulla cresta sommitale, a 1270 metri, i faggi paiono "affacciarsi" con eccitante effetto verso la val Cicana. Alternando tratti boschivi ad altri di roccia, si guadagna prima la vetta del Ramaceto e, successivamente, la cappella del M. Dente.



Testo e Foto © Enrico Bottino

Copyright 2010 © Creatività Enrico Bottino - Tutti i diritti riservati - All rights reserved


MAPPA

PROVINCIA: GENOVA

AMBITO TERRITORIALE: VALLE AVETO

LOCALITA’ DI PARTENZA: Ventarola (846 m)

LOCALITA’ DI ARRIVO: Ventarola (846 m)

SEGNAVIA: FIE Triangolo giallo, Due quadrati gialli, A6

DIFFICOLTÀ:  E

DISLIVELLO: + - 500 metri

TEMPO DI PERCORRENZA:  5 ore

PERIODO CONSIGLIATO:  primavera, estate, autunno

CARTOGRAFIA: Edizioni del Magistero GE 11 - Scala 1:25.000

Escursione Monte Ramaceto

TREKKING IN LIGURIA

COME ARRIVARE 

A12 Genova-Livorno, uscita Lavagna, segue SP 33 e SS 225 della Val d’Aveto. Arrivati al Valico della Forcella si segue la statale fino a Parazzuolo dove si trova il bivio a sinistra per Ventarola, dove finisce la strada asfaltata. Parazzuolo è raggiungibile anche dalla Val Fontanabuona: oltrepassato Cicagna, nel borgo di Monleone si prende a sinistra il bivio per il Passo della Scoglina dove ci si collega con la SS. della Val d’Aveto proveniente dal Valico della Forcella. In treno linea FS, stazione Chiavari, segue autolinee Tigullio Trasporti.

trekking Monte Ramaceto

IN VETRINA: VAL PETRONIO

Nonostante la vicinanza al mare in questo piccolo bacino vallivo dell’immediato entroterra di Sestri Levante si avvertono già i caratteri alpestri dell’Appennino ligure. Casarza Ligure, chiusa tra ripidi versanti boscosi, è la porta d’ingresso alla valle. Lungo la strada che da Sestri Levante conduce al passo delle Cento Croci, Casarza merita una sosta per ammirare il trittico di Giovanni da Barbagelata risalente al 1499 e sito nella chiesa di San Michele Arcangelo. Risalendo la Val Petronio sarebbe imperdonabile “saltare” una sua stupenda appendice: la valle del torrente Bargonasco, dominata dalla mole del monte Treggin. Al centro della conca si trova l’abitato di Bargone, un tempo intensamente coltivato per produrre uva dei vitigni Bianchetta Genovese e oggi famoso soprattutto per essere il regno delle fragole, come d’altra parte ci ricorda la sagra che si tiene ogni anno nel mese di agosto.


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