LIGURIA OUTDOOR

 

8   ITINERARI PER CAMMINARE NEI PARCHI

PARCO NAZIONALE DELLE CINQUE TERRE

ANELLO DI VOLASTRA

Dislivello +  250 m / Tempo di salita h 3.30 /   Difficoltà E

Il modo migliore per godersi il paesaggio e riscoprire le atmosfere dell’antica civiltà contadina è quello di attraversare i vigneti, camminando lungo i sentieri, le mulattiere e le ripide scalinate che collegano Manarola, Volastra e Corniglia.


PARCO REGIONALE DELLE ALPI LIGURI

L’ANELLO DEL MONTE RAMACETO

Dislivello + 500 m / Tempo di salita h 4.30  / Difficoltà E

Il Ramaceto grazie a potenti strati d’arenaria uniformemente inclinati, ha una struttura geomorfologica simile a quella del Monte Zatta. Il versante nord è avvolto dalla splendida faggeta del Liciorno, mentre il lato marittimo precipita sulla Val Cichero con un pendio ripidissimo che forma uno spettacolare anfiteatro.




















PARCO REGIONALE DELL’ANTOLA

L’ANELLO DEL MONTE ANTOLA

Dislivello + 645 m / Tempo di salita h 4 / Difficoltà E

L’Antola, la “montagna dei genovesi”, è il punto culminante dello spartiacque occidentale che dal monte Prela al monte Carmo offre splendidi spunti panoramici sul Mar Ligure e sulle Alpi nord-occidentali.


PARCO REGIONALE DELL’AVETO

IL MONTE PENNA

Dislivello + 300 m / Tempo di salita h 4.30 / Difficoltà E

La forma acuta e prominente del monte Penna emerge dalla foresta demaniale, che nel periodo autunnale regala un variegato collage di colori grazie alla coabitazione di faggi e di conifere; in primavera-estate sono invece le fioriture del giglio di S Giovanni, l’anemone alpino, il bucaneve, il mughetto e la viola di Cavillier a catturare la curiosità del trekker.



















PARCO REGIONALE DEL BEIGUA

IL RIO GARGASSA

Dislivello + 290 m / Tempo di salita h 3.30 / Difficoltà E

La stretta valle del Gargassa, formata da conglomerati modellati dall’erosione, è interessante non solo dal punto di vista scientifico ma anche antropologico: a metà percorso, prima di salire al punto panoramico alla Rocca dei Corvi, s’incontra Veirera, antico centro di lavorazione del vetro, oggi abbandonato


PARCO REGIONALE MONTEMARCELLO-MAGRA

DA BOCCA DI MAGRA A MONTEMARCELLO

Dislivello + 300 m / Tempo di salita h 4.30 / Difficoltà E

All’estremità orientale della riviera di levante, tra la fertile pianura alluvionale della Magra e il Golfo di La Spezia, si protende verso il mare il promontorio di Montemarcello. Bocca di Magra, Tellaro, Fiascherino e Lerici, conservano angoli tanto cari a letterati, artisti e grandi poeti come Byron, Shelley e Stanley.




















PARCO REGIONALE DI PORTOVENERE

L’ISOLA PALMARIA

Dislivello + 200 m / Tempo di salita h 4 / Difficoltà E

L’isola della Palmaria vive di caratteristiche orografiche particolari: andamento dolce sul versante orientale, alte falesie calcare sul lato  occidentale, dove si aprono antri significativi come la grotta Azzurra (visitabile in barca), oppure la caverna dei Colombi, dalla ragguardevole importanza speleologica e paleontologica.


PARCO REGIONALE DI PORTOFINO

DA SAN ROCCO ALL’INSENATURA DI SAN FRUTTUOSO

Dislivello + 460 m / Tempo di salita 4 h / Difficoltà E

L’itinerario segue il versante occidentale del monte di Portofino fino all’unico approdo del versante meridionale del Parco: la splendida insenatura di San Fruttuoso di Capodimente, dove si trova una massiccia Torre di guardia e l’Abbazia benedettina circondata da ulivi e lecci secolari.

 

PARCO REGIONALE DELLE ALPI LIGURI

IL TETTO DALLA LIGURIA

Dislivello + 1200 m / Tempo di salita 9 h / Difficoltà EE

Il monte Saccarello presenta un aspetto aspro e severo nel versante meridionale, dolce e riposante in quello settentrionale. Inutile sottolineare l'eccezionalità del panorama che si gode dallo spartiacque: verso sud nelle terse giornate invernali emergono all’orizzonte i “duemila” della Corsica mentre verso nord la valle di Upega è dominata dai monti del cuneese, dove troneggia Punta Marguareis.


CAMMINARE

NEI PARCHI

Solo in pochi sono a conoscenza dei tanti primati naturalistici che la Liguria può annoverare, soprattutto nell’ambito dei 36.000 ettari tutelati dai Parchi e dalle Aree Protette, quasi il 7% del territorio regionale.

In Liguria, nello stesso fazzoletto di terra, si possono scoprire specie botaniche normalmente presenti ad alte quote assieme ad altre consuete delle sponde africane. Non c’è quindi da stupirsi se nelle crepe calcaree del monte Pietravecchia si è testimoni della coesistenza del timo, pianta tipicamente mediterranea (che tocca la sua massima quota nelle Alpi Liguri), con la sassifraga a foglie opposte (Saxifraga oppositifolia), specie che si spinge a Nord fino all’83° parallelo. Come non bisogna sorprendersi se i ciuffi bianchi della sassifraga spatolata (Saxifraga cochlearis) impreziosiscono le Alpi Liguri, prossime a diventare Parco, e al tempo stesso le rupi di conglomerato del promontorio di Portofino, rarità della quale va orgoglioso il Parco regionale di Portofino (superf. 1056 ha), che, tra l’altro, conserva uno dei miglior esempi di macchia mediterranea ligure, insieme alle due isole delle riserve naturali regionali di Bergeggi (superf. 8 ha) e della Gallinara (superf. 11 ha).

La pianta del litorale ligure che incuriosisce più di tutte è forse l’euforbia arborea (Euphorbia dendroides), poiché, contrariamente agli altri vegetali, fiorisce in pieno inverno mentre d’estate, per combattere la disidratazione, cade in “letargo” assumendo un aspetto quasi scheletrico. Là si ritrova lungo l’assolata costa ligure tutelata in parte dal Parco regionale di Portofino e dal Parco regionale di Portovenere (superf. 279 ha) e dal Parco nazionale delle Cinque Terre (superf. 3859,73 ha). La regione annovera anche diversi “relitti glaciali”, sopravvissuti su suoli calcarei oppure serpentinitici. Quest’ultimi sono particolarmente selettivi nei confronti della vegetazione a causa dell’alto contenuto in magnesio delle loro rocce metamorfiche scure, tanto che solo poche specie li prediligono o ne sono tolleranti; altre poco competitive vi trovano “rifugio” come la dafna odorosa (Daphne cneorum), eletta con i suoi quattro petali a simbolo del Parco regionale del Beigua (superf. 8.715 ha).

Microclimi freddi e nebbie, tipici delle dorsali montuose, favoriscono la sopravvivenza di “relitti glaciali” come l’astro alpino (Aster alpinus), la viola biflora (Viola biflora) e l’adenostile alpina (Adenostyles alpina), mentre nelle zone umide di torbiere e laghetti vegetano i pennacchi (Eriophorum), la calta (Caltha palustris) e la drosera (Drosera rotundifolia), piantina insettivora che si ritrova soprattutto nella torbiera del Laione (presso l’altipiano del Beigua) e nella Riserva Naturale Orientata delle Agoraie e del Moggetto, ospitata nel Parco regionale dell’Aveto (superf. 3018 ha).

Splendide fioriture si possono osservare in tutta la regione ma il primato spetta al Parco regionale dell’Antola (superf. 1086 ha), grazie alle estese tavolazze di colori che si ammirano sui prati di crinale, dove si distinguono arnica (Arnica montana), orchidee (Dactylorhiza sambucina), botton d’oro (Trollius europaeus) e, soprattutto, narcisi (Narcissus poeticus).

Non mancano in Liguria aspetti di vegetazione fluviale dove è il Parco regionale di Montemarcello-Magra (superf. 4320,8 ha) ad esserne il rappresentante più accreditato: accanto a lembi di vegetazione ripariale a canne, salici e ontani, sopravvivono frammenti di zone umide, con piante acquatiche non presenti altrove in Liguria e rare anche sul territorio nazionale: ninfee, idrocaridi, sagittarie e utricularie. Terminiamo questa veloce panoramica a 360 gradi sulla flora ligure con specie pioniere come il timo, la cannella argentea (Achnatherum calamagrostis) e la saponaria rossa (Saponaria ocymoides) che, nonostante l’incoerenza del substrato, riescono a colonizzare i sinuosi e morbidi calanchi della val Bormida, che ospita le aree protette delle Bormide savonesi (Ufficio Parchi ed Aree Protette Provincia di Savona) e il Parco regionale di Piana Crixia (superf. 794 ha) e il Parco regionale di Piana Crixia Bric Tana (superf. 169,50 ha).


© Enrico Bottino

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TREKKING IN LIGURIA

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